Benito e l’acqua

Finalmente ieri dopo tantissimo tempo siamo tornati in quel di Molinella per addestrare nuovamente Nea e Kobe sul lavoro in acqua, oltre a loro ci siamo portati anche Benito (poco più di 4 mesi) con la speranza che dopo averlo messo in piscina a 77 giorni, avesse un po’ di confidenza con l’acqua.

Inizialmente per vedere se entrava da solo abbiamo usato il reizangel con ala di fagiano a pelo d’acqua ma non è stato sufficiente per superare lo scoglio dell’ingresso, allora Angelo ha avuto un’idea geniale: attaccare un würstel al reizangel!!!! Per questo si che valeva la pena buttarsi in acqua e rischiare l’annegamento 😂

Passata qualche ora in cui abbiamo lavorato con altri cani abbiamo riprovato con Benito ed il risultato è stato molto soddisfacente, chissà se con quel würstel gli abbiamo innescato un’associazione positiva all’acqua oppure effettivamente il fatto di averci lavorato sin dal primo mese, prima solo con le zampe e poi immerso in piscina, effettivamente ha prodotto i suoi frutti.

Per molti allevatori di cani da caccia sembrerà normale che un cucciolo a 4 mesi vada tranquillamente in acqua (e così dovrebbe essere) ma in realtà nel mondo Weimaraner non è così scontato…

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Benito e i tedeschi :D

Nel nostro piccolo allevamento abbiamo un nuovo elemento, Benito, un matto, figlio di Mina e Artik (Arthur Elwood Agamysh), oltre a lui è nato anche Bruno (decisamente di più buon comando), che ora vive pacifico in attesa di andare a scorrazzare per campi in cerca di qualche bel fagianotto. Ora hanno 85 giorni e con Benito ho deciso di intraprendere, tanto per cambiare :)), l’addestramento in funzione delle prove tedesche…. quindi prima di tutto obbedienza e disciplina, e questa volta se toppo è solo colpa mia, perché dopo il corso tenuto da Beppe M. dovrei avere tutte le informazioni necessarie per portare il cane fino all VGP.

Bene…. ho iniziato con il “seduto”… un pezzettino di würstel nella mano destra, il dito indice sollevato, ed ho portato la mano proprio sulla testa di Benito che al primo tentativo sembrava il cavallino rampante della Ferrari, ma con la sola differenza che non era immobile 😀

Dopo un paio di tentativi ho filmato il risultato, che detto sinceramente non mi sembra affatto male, se non fosse per la mia fretta di voler fargli fare sempre il passo più lungo della gamba inserendo anche il “fermo” (odio insegnare queste cose).

Passati i 10 minuti di esercizio con il seduto sono passata a cose un po’ più divertenti, la così detta “farfalla”, o meglio REIZANGEL sennò i tedescofili mi cazziano, con ala congelata di fagiano… filmato al secondo tentativo e Benito visibilmente distratto e infastidito dalle mosche ma poteva andare peggio, ci lavoreremo e vi faremo sapere prossimamente su questi schermi 😉

E a volte… maledico il giorno del riporto

…maledico il giorno perché ogni mattina, da quando hanno imparato il riporto, proprio mentre mi preparo il caffè e quindi sono in condizioni pietose, inizia il balletto del “io riporto qualsiasi cosa così faccio un po’ di esercizio”… questa non è altro che la conferma che il weimaraner è un cane estremamente abitudinario…

… ma la colpa è mia, perché quello era il momento principe della giornata nel quale ho iniziato ad insegnare, soprattutto a Kobe, il riporto.

quando Kobe aveva 4 mesi non abboccava assolutamente nulla, era impossibile farle prendere in bocca qualsiasi cosa, presa dallo sconforto mi rivolsi ad un’amica che con estrema chiarezza mi spiegò il da farsi.

Incominciai con oggetti piccoli, di diversi materiali, come biro, chiavi della macchina, cellulare, legnetti, riportelli veri da addestramento ma molto piccoli fino ad introdurre cose più grandi che obbligassero il cane ad aprire bene la bocca. Il primo passo fu con il cane seduto di fronte a me, e con i dovuti passaggi del “prendi” “tieni” “lascia”, gli facevo prendere l’oggetto direttamente dalla mia mano, passai al passaggio successivo (quindi con oggetto a terra) solo ed esclusivamente quando iniziò a svolgere bene il comando dalla mano… e così via fino ad arrivare alle dovute distanze ma soprattutto inserendo il comando “apport” (porta).

Io sono passata alla selvaggina esclusivamente quando i comandi sono stati eseguiti alla perfezione con riportelli di ogni genere… non ho usato corde o lunghine per richiamare il cane a me, pratica che ho visto e continuo a veder fare da alcuni cacciatori che fanno il riporto di selvaggina con cani giovanissimi e che giustamente vanno un po’ per i fatti loro… io forse ho avuto un gran fondo schiena, non lo so, ma nei miei casi ha funzionato, riportano anche le volpi putrefatte 🙂 (e so che non tutti i cani hanno piacere nel farlo).

Detto ciò mi rimane l’inconveniente dei balletti mattutini che a volte mi rendono un pelo isterica appena sveglia… ma se poi mi devo sentir chiedere da altri proprietari di weimaraner che fanno gare di caccia (definiamole così) “come hai fatto ad insegnare al tuo cane a tenere in bocca la selvaggina a comando?”… bhe, va bene! 😉

nea apport

PRIMA DI TUTTO: OBBEDIENZA!!!!

…lo so, è una gran rottura di scatole, ma si deve fare, per forza, non ci si scappa!

Io stessa quando mi è stato detto tra me e me ho pensato “mmhhmmhm che palle!”, ma poco dopo mi sono resa conto che senza quella non si va da nessuna parte.

Detto ciò, prima si inizia meglio è. Ormai quasi due anni fa chiesi ingenuamente ad un’amica tedesca “a che età devo iniziare ad educare il cane?” lei mi guardo sbigottita, quasi come se fossi un’aliena (per non dire di peggio) e mi disse “subito! dai 2 mesi!!! Tu aspetteresti ad educare tuo figlio quando è già grande?” … In effetti, non fa una piega (evviva la razionalità tedesca).

Per obbedienza intendo i comandi più o meno base, il seduto (ravvicinato e a distanza), la condotta al guinzaglio (fondamentale per la caccia… non si può camminare con il fucile in spalla ed il cane che tira come un disperato), il terra (ravvicinato e a distanza) e il prendi/tieni/lascia (che è fondamentalmente come ho insegnato il riporto ai miei cani… grazie ad un suggerimento arrivato da un’amica italiana stavolta 😉 )

terraseduto

condotta

LO SCOPO

Questo blog è stato creato con l’idea di condividere passo passo l’addestramento che svolgiamo con i nostri cani da caccia, non abbiamo la pretesa di insegnare nulla a nessuno, anzi, ogni consiglio sarà ben accetto, è esclusivamente un modo per documentare un tipo di addestramento venatorio che noi utilizziamo per la formazione di weimaraner polivalenti… dei cani da caccia insomma…

Sarà un blog che crescerà insieme ai nostri cani!!! 😉

Buon lavoro a tutti!