E a volte… maledico il giorno del riporto

…maledico il giorno perché ogni mattina, da quando hanno imparato il riporto, proprio mentre mi preparo il caffè e quindi sono in condizioni pietose, inizia il balletto del “io riporto qualsiasi cosa così faccio un po’ di esercizio”… questa non è altro che la conferma che il weimaraner è un cane estremamente abitudinario…

… ma la colpa è mia, perché quello era il momento principe della giornata nel quale ho iniziato ad insegnare, soprattutto a Kobe, il riporto.

quando Kobe aveva 4 mesi non abboccava assolutamente nulla, era impossibile farle prendere in bocca qualsiasi cosa, presa dallo sconforto mi rivolsi ad un’amica che con estrema chiarezza mi spiegò il da farsi.

Incominciai con oggetti piccoli, di diversi materiali, come biro, chiavi della macchina, cellulare, legnetti, riportelli veri da addestramento ma molto piccoli fino ad introdurre cose più grandi che obbligassero il cane ad aprire bene la bocca. Il primo passo fu con il cane seduto di fronte a me, e con i dovuti passaggi del “prendi” “tieni” “lascia”, gli facevo prendere l’oggetto direttamente dalla mia mano, passai al passaggio successivo (quindi con oggetto a terra) solo ed esclusivamente quando iniziò a svolgere bene il comando dalla mano… e così via fino ad arrivare alle dovute distanze ma soprattutto inserendo il comando “apport” (porta).

Io sono passata alla selvaggina esclusivamente quando i comandi sono stati eseguiti alla perfezione con riportelli di ogni genere… non ho usato corde o lunghine per richiamare il cane a me, pratica che ho visto e continuo a veder fare da alcuni cacciatori che fanno il riporto di selvaggina con cani giovanissimi e che giustamente vanno un po’ per i fatti loro… io forse ho avuto un gran fondo schiena, non lo so, ma nei miei casi ha funzionato, riportano anche le volpi putrefatte 🙂 (e so che non tutti i cani hanno piacere nel farlo).

Detto ciò mi rimane l’inconveniente dei balletti mattutini che a volte mi rendono un pelo isterica appena sveglia… ma se poi mi devo sentir chiedere da altri proprietari di weimaraner che fanno gare di caccia (definiamole così) “come hai fatto ad insegnare al tuo cane a tenere in bocca la selvaggina a comando?”… bhe, va bene! 😉

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PRIMA DI TUTTO: OBBEDIENZA!!!!

…lo so, è una gran rottura di scatole, ma si deve fare, per forza, non ci si scappa!

Io stessa quando mi è stato detto tra me e me ho pensato “mmhhmmhm che palle!”, ma poco dopo mi sono resa conto che senza quella non si va da nessuna parte.

Detto ciò, prima si inizia meglio è. Ormai quasi due anni fa chiesi ingenuamente ad un’amica tedesca “a che età devo iniziare ad educare il cane?” lei mi guardo sbigottita, quasi come se fossi un’aliena (per non dire di peggio) e mi disse “subito! dai 2 mesi!!! Tu aspetteresti ad educare tuo figlio quando è già grande?” … In effetti, non fa una piega (evviva la razionalità tedesca).

Per obbedienza intendo i comandi più o meno base, il seduto (ravvicinato e a distanza), la condotta al guinzaglio (fondamentale per la caccia… non si può camminare con il fucile in spalla ed il cane che tira come un disperato), il terra (ravvicinato e a distanza) e il prendi/tieni/lascia (che è fondamentalmente come ho insegnato il riporto ai miei cani… grazie ad un suggerimento arrivato da un’amica italiana stavolta 😉 )

terraseduto

condotta